da David Olivier » mar nov 20, 2007 12:14 am
Io non sono sicuro fino a che punto regge il parallelo fatto fra l'oppressione specifica delle donne (umane) e quella specifica delle femmine non umane; cioè, se è pertinente o meno individuare qualcosa nell'oppressione delle femmine non umane in commune con l'oppressione delle donne ma non con l'oppressione dei maschi non umani.
Non lo so, ma penso che è una questione che va discussa, invece che respinta a priori.
Ma la cosa che mi dà fastidio, soprattutto nel documento di Rinascita Animalista ma anche nelle varie reazioni qui, è la specie di gara fatta fra le sofferenze, le oppressioni, e i silenzi che nascondono quelle sofferenze.
Apparentemente, quella gara si svolge su basi oggettive. Da una parte, tot morti, tot sofferenza, tot silenzio, dall'altra parte altre cifre, quindi vince la colonna A (o B). "Vince" vuol dire nella fattispecie che "non andiamo da nessuna parte", perché la manifestazione riguarda la colonna sbagliata, quella che non vince, cioè rappresenta meno morti, sofferenza, silenzio.
Ma chi ha detto che una manifestazione, una protesta pubblica, si deve fare in base solo alla massa totale della sofferenza coinvolta? Mi sembra un punto di vista ingenuo, e forse segnato da una concezione della politica come semplice "lobbying".
In realtà, mi sembra che si deve vedere una manifestazione come atto politico, con un significato sul terreno politico in termini di idee, di movimenti, di mutamenti nelle categorie, di sviluppo delle solidarità, delle coscienze e delle possibilità di esprimere le cose. In quella prospettiva, ha poco senso contare il numero di morti e valutare la massa delle sofferenze. O meglio: ha poco senso limitarsi a quello. Le cifre date da Aldo nell'articolo di RA sono impressionanti, e importanti, ma non giustificano per niente, a mio aviso, la conclusione "non andiamo da nessuna parte".
Anzi, una tale tabella, anche se oggettiva nel senso che le cifre corrispondono a delle realtà, dà anche implicitamente per scontate le divisioni stesse che dovremmo cercare di superare. Voglio dire: perché questa divisione fra la colonna A e la colonna B? Fra esseri umani da una parte e non-umani dall'altra? Perché appunto accreditare quella divisione? L'ideologia specista divide il mondo fra umani da una parte e tutto il resto dall'altra, e noi, invece di contestare quella divisione, dobbiamo accettare di accontentarci di fare delle gare fra le sofferenze di una colonna e quelle dell'altra?
Per esempio, se ci fosse stato un evento particolarmente orribile riguardante un certo numero di animali non umani - penso per esempio a quando in Francia qualche anno fa dei contadini hanno messo il fuoco a un camion pieno di pecore vive, per protestare contro il calo del mercato della carne o qualcosa del genere - e se ci fosse stato una manifestazione di protesta contro quell'evento, avrebbe senso fare una colonna A con le sofferenze delle pecore, una colonna B con quelle di tutti gli altri animali, e spiegare che visto che B pesa di più di A, non andremo alla manifestazione contro quello che si fa alle pecore?
Avrebbe senso? No, non avrebbe senso. In realtà, spero, a nessuno verrebbe l'idea di fare una tale divisione. Perché le pecore da una parte, gli altri animali dall'altra? Perché non i quadrupedi da una parte, i bipedi (galli, umani, ecc.) dall'altra? Oppure una divisione fra animali gialli e verdi?
Io penso invece che ogni oppressione va denunciata, in linea di principio. È giusto denunciare la violenza contro le donne? Sì, è giusto. Quindi è giusto fare manifestazioni come quella del 24. Non m'importa sapere che magari sarebbe ancora più giusto, ancora più importante, denunciare la violenza contro gli animali non umani. O meglio, m'importa, ma l'unica conclusione mia non è che non si deve andare "da nessuna parte"; anzi, che, se possibile, si deve andare da entrambe le parti. Andare a Roma il 24 non impedisce, mi sembra, di andare a manifestazioni per gli animali non umani, per esempio a Roma il 17 maggio!
Non credo che la manifestazione del 24 voglia dire: importa solo la violenza contro le donne, le altre violenze, le altre sofferenze, non hanno nessuna importanza. Non credo che voglia negare che soffrono anche gli estracomunitari che affogano nel tentativo di arrivare in Europa. Non credo che mira a negare nessuna sofferenza. E non credo che si sia un certa quantità totale fissa di attenzione pubblica per la sofferenza degli oppressi, quantità che dovremmo cercare di dividere fra di essi in modo giusto. Da dove cavolo viene una tale concezione così malthusiana? Io credo al contrario che portare l'attenzione alla sofferenza delle donne, sofferenza spesso nascosta, può aiutare a portare l'attenzione anche a altre sofferenze nascoste, e in particolare a quelle degli animali non umani.
In quel senso, mi sembra del tutto positiva l'iniziativa di portare la questione animale all'interno della manifestazione del 24. E il testo d'appello, invece di mantenere le divisioni speciste che ci sono imposte dal punto di vista tradizionale, le rifiuta, e mette in rilievo la communità di situazione di esseri senzienti, e oppressi, fra esseri umani e non umani.
David
Jo non parlare muy bene italiano vous pardonnare me neanche vous hablare bién quando vous essere pequegnos babies.
And also I've facciuto a
webosito!!!