Aquile e Moscerini

Uno strumento semplice per riequilibrare emozioni e ritrovare armonia

Moderatore: vale.

Aquile e Moscerini - martedì 19 novembre 2013, 19:09 da vale.
Premessa del Libro Testimonianze di Luce - Messaggi dall'Oltre, di Lore Tosi

Sembra così difficile, infatti, farci entrare in testa che da un altrove possono venirci messaggi più importanti per la condotta della nostra vita delle informazioni che passano per Internet...
James Hillman


Questo libro è pieno di briciole.

Come dice Kahlil Gibran: «Le parole degli uomini sono briciole cadute dal banchetto di Dio».

Ebbene, proprio di queste briciole si tratta.

Ora, poiché la Mensa di Dio può offrire solo miracoli, le parole qui raccolte ne sono certamente i frammenti, caduti da Lassù nel nostro cuore.

Queste pagine raccontano esperienze particolari, vissute a chi sa tenere gli occhi aperti ai segni di cui è costellata la nostra via: i «segni» rassicuranti di Qualcosa che ci trascende; i segni di una Presenza che si rivela a noi dove e quando meno ce l'aspettiamo.

Si potrebbero definire «piccoli miracoli», se non fosse che nei miracoli non v'è ordine di grandezza. Un miracolo, infatti, o è miracolo o non lo è. Di conseguenza il problema non è più la misura ma il riconoscimento. C'è chi lo vede e chi no. In questo senso, questo libro è una sfida.
Soprattutto a chi attende, per riconoscere Dio, il volo di un'aquila reale e non s'accorge del moscerino che gli passa davanti agli occhi.

Non vola, forse, il moscerino?
Non vive della stessa, piccola scintilla di luce che anima tutte le creature viventi?
Non è forse, il moscerino, un mistero tanto quanto lo è l'aquila reale?
Non è forse un miracolo la sua stessa esistenza?

Ma noi continuiamo a farne una questione di misura. Una questione di forma.

Chi s'illudesse di trovare, in queste pagine, l'equivalente di un'aquila reale rimarrebbe deluso. Qui ci sono soltanto moscerini.

Possiamo chiamarli, i protagonisti di queste pagine, «cercatori di briciole».

Sono coloro che a ogni passo tengono gli occhi ben aperti per imparare a vedere l'Invisibile. A riconoscere cioè, e a seguire, le piccole luci che rischiarano il cammino di tutti i giorni: intuizioni fulminanti, sogni, premonizioni, incontri, messaggi improvvisi che si rivelano loro a indicare la via, a segnare il cammino che li condurrà verso un ritorno alla gioia.

Briciole di miracoli che raccontano Dio con la stessa profonda convinzione e la stessa meraviglia che appartengono a tutti coloro che Lo cercano consapevolmente.

A chi invece dovesse leggere queste pagine con irriducibile spirito scettico, ben si addice la seguente leggenda ebraica:

Un incredulo si era perduto in una prateria e, accecato dalle erbe alte, non sapeva come uscirne. Dopo parecchie ore di vani sforzi, decise di invocare l'aiuto divino.
«Se c'è Dio - disse - che si manifesti! E che mi aiuti a ritrovare la mia strada!»

Aveva appena finito di dire queste parole che le erbe si divisero e un indiano apparve alla sua vista. Lo smarrito andò verso di lui e l'uomo lo guidò verso il villaggio più vicino.

Da allora, ogni volta che l'incredulo raccontava questa storia era solito aggiungere:
«Avevo chiesto l'aiuto di Dio e non è venuto che un indiano»


Ciao,
perché oggi ho messo la premessa di questo libro?
Per due ragioni:
1) a pagina 103 ritroverete il mio scritto "Ricordando Lorenzo" che l'autrice ha ritenuto di dover inserire;
2) perché anche per cominciare a considerare i Fiori una possibilità si tratta di vedere o non vedere.
Ed eventualmente di diventare "cercatori di briciole".

Ciao,
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vale.
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