
Uno degli aspetti ricorrenti degli stati depressivi è la ruminazione disforica, ossia il pensare in modo passivo ed incessante ad un problema che ci affligge.
C'è oggi un'ampia letteratura che dimostra come la ruminazione non porti a "comprendere" meglio la propria situazione, ma anzi non faccia altro che aumentare la tristezza, favorire il pensiero (distortamente) negativo ed interferire con la concentrazione e la capacità d'iniziativa, impedendo infine di trovare delle soluzioni.
Un caso specifico della ruminazione - che nelle nostre società sembra particolarmente ricorrente - è quello dei paragoni sociali: rapportare continuamente la propria situazione individuale a quella di altre persone, generando ansie, frustrazioni e un senso di minaccia quando non "riusciamo" al pari di altri.
Come uscirne? Qualche idea:
- Distrazioni. Dedicare del tempo (breve se durante le occupazioni quotidiane, più lungo se nel tempo libero) in cui "perdersi" in qualche attività coinvolgente e non nociva: sport, lettura, musica, film, thè, astronomia (quest'ultima, in particolare, può aiutarci a vedere le cose nella giusta prospettiva spazio-temporale). A meno di sviluppare una dipendenza verso le distrazioni, queste non portano ad "ignorare" i problemi: piuttosto, generando emozioni positive, possono "sbloccare" delle prospettive negative e riportarci ad altre più oggettive e realistiche.
- "STOP". Quando notiamo che stiamo entrando nel pensiero circolare, possiamo auto-ordinarci di smetterla, e dedicare piuttosto le nostre limitate energie mentali a qualcosa di più produttivo. Personalmente cerco di ripassare mentalmente qualcosa che ho letto/studiato durante la giornata o comunque di recente.
- Meditazione (viewtopic.php?f=45&t=14543)
- Scrivere (viewtopic.php?f=45&t=14578) su quello che ci sta angustiando, magari provando a rispondere a questa domanda: Questa situazione avrà importanza tra un anno, o quando sarò in letto di morte? E se davvero avrà importanza, possiamo chiederci (come negli esercizi per l'ottimismo: viewtopic.php?f=45&t=14584) cosa se ne può trarre di positivo per la nostra crescita come individui.
- Evitare i trigger. Individuare (scrivere) quali sono le circostanze (luoghi, orari della giornata, persone) che ci fanno cadere nel pensiero circolare, per poi cercare di evitarle.
- Rumination Box. Anzichè ruminare durante la giornata, possiamo decidere di dedicare 30 minuti serali in cui non fare nient'altro che quello. Quando arriverà il momento, molto probabilmente sforzarci di pensare ai nostri problemi sembrerà qualcosa di innaturale e difficoltoso, che non avremo voglia di fare.
Pubblicazioni scientifiche:
http://www.mendeley.com/research/the-co ... ination-1/
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21942700
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3122271/


