Marea nera raggiunge le coste della Louisiana - è catastrofe

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E' catastrofe ambientale - Nulla da fare contro la marea di petrolio che ha raggiunto le coste della Louisiana.

E il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama si è visto costretto a bloccare le trivellazioni offshore. Il presidente statunitense Barack Obama ha bloccato qualsiasi nuova trivellazionie offshore. Dalla Casa Bianca il presidente fa sapere che le trivellazioni petrolifere "sono importanti, ma devono essere effettuate in modo responsabile". La decisione di Obama è stata inevitabile, anche a causa delle recenti contestazioni e critiche degli ambientalisti. “Le nuove piattaforme – ha detto Obama, dovranno essere dotate di tutte le misure necessarie ad impedire che si verifichi un incidente simile. Non sono mancate poi parole di forte impegno per far fronte al disastro ambientale nel Golfo.

Aggiornamento 1 maggio:
E' stato definito uno dei disastri ambientali più catastrofici di tutti i tempi e a rischio sono anche gli stati di Texas, Alabama, Mississippi e la Florida stessa.
L'enorme quantità di petrolio che si è riversata in acqua in seguito all'esplosione del pozzo sottomarino Deepwater Horizon della Bp, il colosso britannico dell'energia, sta devastando l'ecosistema marino.

A rischio sono centinaia di specie di pesci, uccelli e altre forme di vita.

I danni prodotti dalla marea nera erano stati inizialmente sottostimati.

In considerazione della fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico, gli Stati Uniti si stanno preparando ormai al peggiore disastro ambientale della storia del paese.

Sembra che la catastrofe ecologica causata dalla "Deepwater Horizon" stia diventando peggiore dell'incidente causati dalla petroliera Exxon Valdez nel 1989 al largo delle coste dell'Alaska. A quel tempo, quasi 40 mila tonnellate di petrolio fuoriuscirono, causando una catastrofe ecologica senza precedenti.

La compagnia petrolifera BP da circa dieci ore ha in azione robot sottomarini, che stanno tentando, fino ad ora senza successo, di fermare le perdite di almeno tre grandi falle della piattaforma. Nello stesso tempo, la British Petroleum ha messo al lavoro un pool di ingegneri per la costruzione di un’enorme cupola per contenere il petrolio pompato, ma il completamento dei lavori richiederà almeno due settimane. Inoltre, le onde alte bloccanno tutti gli sforzi per ridurre l’ormai estesa marea nera. A causa del forte vento dal sud si prevede che il petrolio raggiungerà entro lunedì le coste statunitensi del Mississippi, Alabama e Florida.

Aggiornamento 2 maggio 2010:
nelle prossime ore Obama in Louisiana. ll presidente degli Stati Uniti, Obama arriverà nel Golfo del Messico al massimo entro le prossime 36 ore, per rendersi personalmente conto della situazione, che al momento appare estremamente grave, e per parlare direttamente con le autorità locali.

Forti le lamentele del governatore della Louisiana, Bobby Jindal, soprattutto a riguardo della reazione poco tempestiva della British Petroleum e del governo americano di fronte alla velocità dell'espandersi della chiazza di petrolio, che ormai fuoriesce senza sosta dal 20 aprile scorso, giorno dell'incidente della Deepwater Horizon.

"Minaccia del nostre coste, la nostra cultura e il nostro modo di vita" - ha affermato il governatore della Louisiana.

Bobby Jindal ha inoltre confermato che avrà un colloquio con Obama, aggiungendo di essere stanco di aspettare che la Bp metta in atto un piano di azione.

Ricordiamo che la British Petroleum è responsabile sia del contenimento della marea nera sia della decontaminazione.

La marea attualmente è triplicata di dimensioni. Secondo quanto rilevato dai dati dei satelliti, la chiazza è lunga oltre 130 miglia per una larghezza di circa 70.

Uno Notizie.it
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Paolo XL
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:sad1: Che angoscia..................
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le cose si adattano da sole ai tempi e agli eventi
(Yi Jing)
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Leggete questo articolo, i giornali ne parlano pochissimo. Il disastro è epocale, pensate che la compagnia ha chiesto aiuto in internet per cercare proposte da tutto il mondo per tappare quella maledetta falla. E intanto il petrolio continua a fuoriuscire... Io sono basito, non riesco veramente a guardare le foto del disastro perché mi piange il cuore...

Marea nera. Il silenzio dei finti tonti.

Da giorni seguo questa faccenda della "marea nera" , un disastro ambientale senza precedenti: non tanto per la sua attuale estensione (pur notevole) quanto per il fatto che, al momento, pare destinata ad espandersi ad oltranza.

Quello che davvero mi sbalordisce è come i nostri media NON stiano informandoci sulla vicenda. I quotidiani online per ore o giorni interi non hanno neppure un titoletto in home page, eppure posto ce ne sarebbe, se togliessimo il compleanno di Clint Eastwood o uno dei 3 o 4 articoli calcistici; i telegiornali nazionali non la menzionano neppure, preferendo i soliti gatti salterini. E' una notizia noiosa? Poco interessante? Forse: ma quando si tratta di vulcani, terremoti e tsunami ci toccano ore e ore di servizi strazianti in cui si sguazza nella disgrazia.


http://petrolio.blogosfere.it/2010/05/m ... tonti.html
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pasionario
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pasionario ha scritto:Leggete questo articolo, i giornali ne parlano pochissimo. Il disastro è epocale, pensate che la compagnia ha chiesto aiuto in internet per cercare proposte da tutto il mondo per tappare quella maledetta falla. E intanto il petrolio continua a fuoriuscire... Io sono basito, non riesco veramente a guardare le foto del disastro perché mi piange il cuore...


http://petrolio.blogosfere.it/2010/05/m ... tonti.html


Quando fanno degli impianti di qualsiasi tipo, ci dicono senpre che è tutto sotto controllo, che con la tecnologia moderna non ci sono e non ci potranno essere problemi.... che ci prendono per il culo ormai non è più un dubbio, ma una certezza :sob:, chi si oppone viene deriso, ma la cosa pazzesca è che poi quando succedono queste catastrofi è troppo tardi e ci rimettiamo tutti, animali umani e non umani.
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Paolo XL
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Articolo tradotto dal francese (lo posto tutto perché è su facebook e non credo si possa linkare per tutti):

Si sentono i delfini tossire. Marea nera nel Golfo del Messico, la Chernoby del petrolio

La marea nera nel Golfo del Messico scatenata dall’esplosione della piattaforma Bp è la Chernobyl dell’industria petrolifera. Una catastrofe ecologica molto più grave di quanto lascino intendere la Bp e l’amministrazione americana.

Lo afferma Rick Steiner, il biologo ritenuto il massimo esperto in materia di inquinamento da petrolio in mare , in un’intervista alla testata francese Rue 89. Nel Golfo si sentono i delfini tossire, dice Steiner, hanno dovuto ingerire o aspirare petrolio.

Ed è anche interessante ciò che aggiunge l’autrice del reportage, Armelle Vincent. Riferisce di essere stata ripetutamente fermata lungo il Mississippi dalle guardie nazionali: le hanno consigliato di chiedere l’autorizzazione alla Bp prima di procedere oltre.

Capito? Chi ha provocato il disastro tiene le fila della situazione, ed è il punto di riferimento della guardia nazionale, almeno per ciò che riguarda media e giornalisti. Ma torniamo a Steiner e alla sua intervista.

Steiner è l’autore del manuale delle Nazioni Unite sulle maree nere. Le ha studiate per anni, compresa quella della Exxon Valdez in Alaska. A lui hanno chiesto aiuto numerosi governi fra cui Libia, Pakistan, Russia. Si è recato in Louisiana per osservare la situazione, riferisce Rue 89: ma in questo caso specifico nessuno ha chiesto il suo intervento.

Il punto, secondo lui, è che per la prima volta bisogna affrontare una fuga di petrolio grezzo a 1.500 metri di profondità. Se il petrolio esce da una petroliera, rimane in superficie ed è possibile seguirlo, afferma: ma in questo caso no. E gli effetti sono nelle acque profonde.

Tutti sembrano preoccuparsi per l’impatto della marea nera sulle spiagge, “mentre al largo sono in pericolo centinaia di specie di uccelli, di delfini, di balene, di pesci eccetera”, dice lo scienziato, sottolineando che le conseguenze si faranno sentire per molto tempo.

Quanto ai disperdenti che la Bp sparge in quantità industriali sia in superficie sia in profondità, Steiner osserva che in Alaska, ai tempi della Exxon Valdez, non hanno funzionato.

Le compagnie petrolifere usano i disperdenti perchè permettono di mandare a fondo il petrolio: in superficie non lo si vede. Ma il petrolio è tossico, il disperdente è tossico e le due sostanze unite insieme sono ancor più tossicheper le creature del mare , afferma.

Le sue parole che concludono l’intervista: “Questa catastrofe è la Chernobyl dell’industria petrolifera. Spero che c’insegni almeno una lezione: bisogna fermarel’estrazione di petrolio in mare . Ne conosciamo adesso i rischi. Bisogna evitare a tutti i costi le trivellazioni nell’oceano Artico. Sarebbe assolutamente impossibile controllare un’esplosione ed una fuga di greggio sulla banchisa”.
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Linko alcuni articoli interessanti, visto che la censura mediatica è partita e ci stanno tenendo nascosta la gravità inaudita di quello che sta succedendo (vedi foto vietate dalla BP e aggiornamenti, spesso fasulli, dati col contagocce).

Golfo del Messico, la più grave catastrofe ambientale della storia - di Tom Bosco

BRITISH PETROLEUM: UNA CATASTROFE ACCIDENTALE?
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Possibile che i mezzi di informazione non "spingano" su questa catastrofe? Stiamo parlando di un disastro epocale che non ha eguali nel passato, l'unico termine di confronto è quello del disastro della Exxon Valdez in Alaska nel 1989. Ma qui il livello di danno è stato abbondantemente superato ma quello che spaventa è che non c'è ancora una soluzione! Si parla ufficialmente di bomba atomica come unico, assurdo ed insicuro mezzo per fermare la perdita, senza contare le conseguenze che inevitabilmente trascinerebbe con sé una simile opzione.Si riversano quantità industriali di disperdenti altamente tossici, giusto per arginare l'impatto visivo delle macchie in superficie, mentre il danno peggiore prosegue sui fondali. Nessuno è stato arrestato. I danni ambientali sono incalcolabili, c'è chi parla di evacuazione della popolazione. L'intera area è militarizzata e non è possibile fare dei reportage per capire com'è la situazione reale...

Che cosa sta succedendo?
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FUNZIONARI DEL VATICANO LEGATI ALLA BP, A GOLDMAN SACHS E ALLA CENSURA DEI MEDIA NELLO SCANDALO PETROLIFERO…

DI SHERRI KANE E LEONARD G. HOROWITZ
rense.com

Aumenta l’evidenza di un gioco sleale.

Le notizie che si diffondono dal disastro petrolifero nel Golfo del Messico hanno messo in relazione la censura dei media con le banche d’investimento della Goldman Sachs che si occupano dei capitali del Vaticano, rendendo maggiormente evidente che l’esplosione era voluta.

Il quasi totale blackout dell’informazione indipendente, e l’arresto di chiunque venisse sorpreso a fotografare o filmare la devastazione, mostra come la crisi petrolifera della Halliburton- British Petrolium (BP) sia criminalmente controllata, implicando alcuni tra i nomi più importanti di Wall Street.

Secondo un resoconto ad opera del titubante ma comunque affidabile regista di documentari James Fox, intervistato a Grand Isle nel Golfo del Messico da Mel Fabregas per il Veritas Radio Show, che viene trasmesso in internet, “C’è un completo blackout mediatico” dalla regione nella trasmissione delle notizie.

Continua ---> http://www.comedonchisciotte.org/site/m ... e&sid=7208
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